Costa Occidentale della Corsica

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Molto frastagliata, offre alcuni grandi golfi e numerose calette più o meno raggiungibili. La meravigliosa Riserva di Scandola, ad esempio, è raggiungibile solo via mare tramite gite organizzate da Calvi, Porto, Cargèse, Sagone e Ajaccio. Caratterizzato da scarsa accessibilità è anche il sottostante Golfo di Girolata, che però oltre che via mare si può raggiungere anche a piedi dal Col de la Croix con un’ora e mezzo di camminata ben ripagata dalla delizia del golfo, sebbene in alta stagione perda un po’ del suo fascino.

Porto, forse meno invitante delle altre città costiere per la villeggiatura stanziale, costituisce però un punto di partenza strategico sia per raggiungere la Riserva di Scandola e il Golfo di Girolata, sia per conoscere l’entroterra.

Fra il villaggio di Ota e Evisa si trovano bellissimi ponti genovesi perfettamente conservati e visibili dalla strada, come il Ponte di Pianella, oppure, come il Ponte Zaglia e il Ponte Vecchju, raggiungibili con brevi e piacevoli passeggiate nelle gole della Spelonca, lungo un tratto del Sentiero Mare e Monti Nord che unisce Calenzana a Cargèse. Inoltrandosi verso il Col de Verghio e il cuore della Corsica si incontra il paesino di Evisa, immerso nei castagneti; ogni anno ospita una rinomata festa della castagna.

Ritornando invece verso la costa un altro scorcio molto bello è offerto dalle Calanche che sovrastano il villaggio di Piana, una suggestiva composizione di pietra e vento classificata come Patrimonio mondiale dell’Unesco.
Alcuni sentieri panoramici si dipanano in mezzo e intorno a questo bosco di pietre; per informazioni sui percorsi ci si può rivolgere all’Ufficio Turistico di Piana. Da Piana si possono inoltre raggiungere in macchina le spiagge di Ficajola (con un ultimo tratto a piedi percorribile in 10 minuti di cammino) e di Arone.

Più a sud merita una menzione Cargèse, colonia greca in terra corsa risalente al 1774, quando una comunità di greci del Mani (la penisola centrale del Peloponneso) in fuga dall’occupazione turca trovarono ospitalità presso i genovesi, che li sistemarono in queste terre allora di loro dominio. In realtà il primo insediamento fu a Paomia, non lontana da Cargèse, ma quando, nel 1731, gli esuli greci ebbero la bella pensata di esprimere la loro riconoscenza verso Genova appoggiandola contro l’insurrezione dei corsi, i vicini autoctoni non la presero molto bene, saccheggiarono la città e i greci furono costretti a riparare in massa ad Ajaccio.

Solo in seguito si stabilirono a Cargèse, prima di un secondo esilio ajaccese in seguito a nuove ostilità fra greci e corsi; più tardi una parte di questi greci lasciò definitivamente le coste corse per l’Algeria, ma questa è un’altra storia. Chi fosse curioso e volesse saperne di più può leggere le favolose pagine di sir Patrick Leigh Fermor, che in Mani, fra le altre vicende che hanno travagliato l’aspra penisola greca, racconta con passione nonché con una sottile dose di affettuosa ironia, anche questa storia di migrazioni, di vita e di guerra, poi finita in più che pacifica convivenza. Insomma, il punto è che adesso di quella antica ostilità a Cargèse non è rimasta alcuna traccia e lo dimostrano proprio le due chiese, una di rito greco-ortodosso, l’altra di rito latino, che rappresentano al meglio questa felice comunione.

Il golfo di Sagone e Tiuccia sono ben serviti da strutture alberghiere, ristoranti e bar ma le due cittadine non si distinguono particolarmente. Molto bello è invece il loro entroterra e alcuni suoi remoti e isolati paesini in mezzo al verde, come Orto e Soccia.

Mentre nel frastagliato tratto di costa fra Capo di Feno, bellissimo promontorio con torre genovese annessa, e Punta della Parata, di fronte alle Isole Sanguinarie, più a sud, si trovano alcune calette piuttosto belle e un po’ meno frequentate rispetto a quelle del Golfo di Sagone e del Golfo di Ajaccio. Eccetto l’Anse de Minaccia però, le altre si possono raggiungere solo a piedi da Punta della Parata, dove si può arrivare comodamente anche con l’autobus da Ajaccio; dalla Parata inizia una passeggiata piacevole e senza difficoltà, che già in poco più di un’ora vi permetterà di arrivare alle prime cale, l’Anse de Minaccia e Cala di Fico. Il sentiero prosegue per Capo di Feno con un’altra ora di cammino, su un sentiero facile ma un po’ più inselvatichito.

Per ritrovare le grandi spiagge sabbiose occorrerà invece tornare verso Ajaccio e in particolare verso i lati ovest e sud dell’omonimo golfo (evitando magari l’anonima e turistica Porticcio) dove si trovano le bellissime spiaggia di Ruppione e la spiaggia di Verghia, dalle sabbie bianche e dal mare cristallino. Questi piccoli golfi sono sorvegliati da tre torri genovesi, costruite su altrettanti piccoli promontori dalle bellissime vedute panoramiche che meritano di essere conquistate con brevi passeggiate: la Torre dell’Isolella, la Torre di Punta di a Castagna e la Torre di Capo di Muro.

L’alternanza di belle cale continua nel Golfo di Valinco, con la spiaggia di Cupabia e quelle di Taravo e Tenutella, intorno a Porto-Pollo, forse un po’ meno affollate di quella di Campitellu; oltrepassata Propriano un’altra bella spiaggia si trova a Portigliolo ed è piuttosto carino il paesino di Campomoro, che chiude il golfo. Più a sud, i punti più belli della costa sono quelli intorno a Tizzano e in particolare il sito protetto di Roccapina con le sue sculture granitiche naturali.

Da vedere nell’entroterra


Cupulatta

Centre d’élevage et de protection de la tortue. Primo nel suo genere in tutta Europa, questo parco naturale di due ettari ospita ben 3.800 tartarughe di diverse specie, molte delle quali rare o in via d’estinzione.
Istituito nel 1965 da Philippe Magnan e aperto al pubblico nel 1988 insieme a un gruppo di volontari, accoglie ogni anno moltissimi visitatori, dalle famiglie alle comitive scolastiche, ai ricercatori che nel parco trovano un utile strumento per lo studio di questi incredibili animali.
Per arrivarci prendete la N193 da Ajaccio in direzione di Corte; il Centro si trova in località Vignola ed è aperto tutti i giorni da aprile a novembre; gli orari d’apertura da giugno ad agosto sono 9:30-19:00, nei restanti mesi 10:00-17:30.
Per informazioni: http://www.acupulatta.com/

Filitosa

Quello che viene giustamente considerato uno dei siti preistorici più suggestivi di tutta Europa racchiude le testimonianze di otto millenni di storia umana in Corsica. I reperti più belli sono i grandi e misteriosi monoliti di granito risalenti al periodo megalitico.
Il sito si può raggiungere in macchina da Ajaccio, da cui dista una cinquantina di chilometri, o da Propriano, a 20 chilometri; non è però servito direttamente da nessun autobus di linea, ma si può prendere un autobus della linea Ajaccio-Porto Pollo e farsi scendere alla fermata più vicina, per poi percorrere a piedi i pochi chilometri rimanenti. Per informazioni: http://www.filitosa.fr/

Sartène

Sotterrata l’ascia di guerra delle faide intestine che l’hanno caratterizzata fino all’800, offre adesso ai visitatori la pace dei suoi vicoli e delle sue case in pietra e la sua vicinanza al mare la rende un luogo ideale in cui stanziarsi, muovendosi poi verso le spiagge o verso l’interno per escursioni giornaliere.

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